Più marketing o più vendite?

Le parole Vendite e Marketing sono spesso usate erroneamente in modo intercambiabile per descrivere attività collegate ma diverse. Non si tratta solo di una questione semantica, in quanto tale confusione influisce sull’efficienza e talvolta anche sull’efficacia di entrambe le attività.

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Sex-appeal anche per il menù

Il vino nella ristorazione è in crisi? Come si possono convincere i clienti ad ordinare più vino o a scegliere bottiglie più care, invece del rassicurante quartino di “vino della casa”? Ci sono tecniche, utilizzate nel mass-marketing o in altri settori che possono essere riprese nel canale della ristorazione per migliorare le performance di vendita del cibo e, di conseguenza, anche del vino?

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Il rapporto tra packaging e comunicazione

Nonostante la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, che in questo momento economico sta frenando anche i consumi di vino, negli ultimi anni le vendite in supermercati e ipermercati, sono aumentate, soprattutto nel segmento delle bottiglie da 0,75 litri.

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Un nuovo marketing del vino

Il vino è fatto di sogni, di emozioni di sensazioni e le aziende italiane sono sicuramente molto attente a creare eventi, qualcuna ad investire sul trade, a gestire l’accoglienza, a creare ambienti (si pensi agli enormi investimenti in cantina compiuti negli ultimi anni, spesso in collaborazione con architetti di prestigio).

A volte, però, tali strumenti non sono coordinati, sono frazionati, concentrati su alcune azioni o non valorizzati al meglio. Viste la ridotte dimensioni aziendali medie, i budget limitati impediscono la realizzazione di altre iniziative, così gli sforzi per creare un sogno si vanificano o quantomeno si riducono.

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Perchè orientarsi al marketing

Per decenni la parola “marketing” ha assunto, nel mondo del vino, un’accezione negativa. Il vignaiolo italiano, tutto concentrato sul prodotto, al fine di raggiungere picchi qualitativi sempre più elevati, ha sempre parlato di “marketing” con sufficienza, riferendosi prevalentemente ad aziende che vendevano più bottiglie di lui e a prezzo più alto. I francesi erano sempre additati come esempio, almeno nel sentire comune.

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That’s marketing!

Passeggiando tra gli stand della London International Wine Fair, ho incontrato Alberto Buratto, direttore di una delle più belle aziende vinicole siciliane (Baglio di Pianetto, del conte Paolo Marzotto) e diplomato con merito nella II edizione del Master in Wine Business del MIB.

Nel commentare l’attuale situazione vinicola e la concorrenza per entrare sui mercati esteri, Alberto mi ha raccontato una storia incredibile che lo ha visto professionalmente coinvolto.

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Tra gli stand della LIWF

Approfittando della partecipazione al seminario già descritto, ho fatto un giretto tra gli stand della London International Wine Fair, ospitata presso l’ExCel. 

Innanzitutto un complimento alla location. Si raggiunge comodamente con la metropolitana veloce (Docklands Light Railway), scendendo a fianco ai padiglioni della Fiera (per chi è in auto sono previsti molti parcheggi coperti).

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Don’t cry for me, Montalcino

Visto che tutti ne parlano e scrivono, anche autorevolmente (ad es. Carlo Macchi o Franco Ziliani, in particolare nella sua recente intervista al critico del New York Times), farò anch’io in questa sede qualche considerazione personale sulla vicenda “Brunellopoli” (come è stata ormai definita dalla stampa).

Non perchè ritenga che il mondo del vino stia in trepidante attesa di una mia dichiarazione 🙂 ma poichè, nei giorni scorsi, durante una delle settimane di lezione dell’Executive Master in Wine Business ho avuto l’opportunità di confrontarmi in aula con studenti che lavorano a Montalcino (ma non solo) e, contemporaneamente, con Donatella Cinelli Colombini, che ha tenuto una docenza sul Turismo del Vino e l’accoglienza in cantina.

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Piccole aziende, nuovi territori, nicchie: riflessioni da oltreconfine

Domenica 11 sono stato nella splendida cornice del castello di Zemono, ex magione dei goriziani conti Lanteri (che ospita anche uno dei migliori ristoranti della Slovenia, la Gostilna Pri Lojzetu di cui scrive anche il numero di maggio ’08 del Gambero Rosso), in occasione della fiera dei Sapori della Valle del Vipacco (Vipavska Dolina).

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