Tra gli stand della LIWF

27 05 2008

Approfittando della partecipazione al seminario già descritto, ho fatto un giretto tra gli stand della London International Wine Fair, ospitata presso l’ExCel. 

Innanzitutto un complimento alla location. Si raggiunge comodamente con la metropolitana veloce (Docklands Light Railway), scendendo a fianco ai padiglioni della Fiera (per chi è in auto sono previsti molti parcheggi coperti).

La sistemazione degli stand è ben differente dal Vinitaly: a Londra c’è un grande capannone diviso in due parti (sud e nord), tagliate a metà da un lungo boulevard ove sono posizionati bar, ristoranti e servizi vari. Per accedere agli stand sono previste 8 o 9 porte per lato, ove va esibito il pass da operatore (niente alcoolisti anonimi) e poi si può girare liberamente. Indicazioni in varie lingue, tra cui l’italiano.

Tra gli stand, ove il pubblico non era mai troppo, ho potuto verificare come la velocità del wine business internazionale sia ulteriormente cresciuta: molto dinamismo nella comunicazione, nelle etichette, nelle proposte, aziende e territori che hanno rivisto e ringiovanito il loro appeal (Spagna su tutte).

Interessante la presenza di vari stand di aziende, ad es. Free Run o John S Braid & Co , che operano nella supply-chain del vino sfuso da varie parti del mondo, anche biologico.

Ma illuminanti alcuni nuovi esempi di packaging. Dal MiniBlack (bottiglia da 20cc con bicchiere) di Freixenet, che rientra in un restyling più generale della comunicazione del più grande produttore di Cava (e di bollicine in generale) al mondo, alle sperimentazioni del gruppo Constellation Brands: non solo lo Shuttle a marchio Hardy’s (ossia la bottiglia da 187ml nel bicchiere) ma, come si può vedere dalla foto, ora nasce il bicchiere di vino a se stante, con tanto di chiusura tipo jogurt!

Nuovo packaging proposto da Constellation Brands

Ma la più forte impressione è data dal tipo di comunicazione scelta dagli operatori. Balzavano agli occhi le grandi scritte “Wines of Chile”, “Wines of Hungary”, “Wines of Spain”…, sotto alle quali c’erano gli stand, divisi per aziende o territori. C’erano persino i “Vini di Malta” o della Tunisia!

E l’Italia? Grande stand della Regione Sardegna, uno stand della Federdoc del Friuli Venezia Giulia, alcuni di CCIAA, Enti di promozione vinicola, Consorzi vari… Insomma, anche questa volta ci siamo distinti per una presenza senza un unico ombrello che unisse, almeno visivamente e comunicativamente, la nostra produzione vinicola. Perlomeno le aziende erano tutte vicine e non sparse😉

Il motivo? Forse perchè da anni ormai i nostri competitor hanno aperto a Londra loro uffici di rappresentanza con il compito di presidiare non solo il mercato britannico ma, da lì, i principali mercati di esportazione?


Azioni

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3 responses

27 05 2008
gianpaolo

Se ti interessa, ti invito a leggere il mio post dell’anno scorso, dove ero presente come espositore, dove più o meno dico le stesse cose tue. Putroppo a distanza di un anno siamo sempre allo stesso punto:
http://poggioargentiera.com/blog/2007/05/25/da_londra_1/

28 05 2008
Pierpaolo Penco

Almeno, rispetto all’anno scorso, l’Italia era presente in un’unica zona, alla fine del capannone lato sud…

10 12 2014
Pescare nelle nicchie | Wine Business

[…] già disponibili bottiglie da 125cl in vetro o PET, come bicchieri monoporzione (ne avevo scritto qua già nel […]

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