Il rapporto tra packaging e comunicazione

23 10 2008

Nonostante la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, che in questo momento economico sta frenando anche i consumi di vino, negli ultimi anni le vendite in supermercati e ipermercati, sono aumentate, soprattutto nel segmento delle bottiglie da 0,75 litri.

Chi acquista vino al supermercato, nel 58% dei casi non mira ad una precisa bottiglia, ma è disposto a lasciarsi emozionare. Questo lascia grande spazio alle aziende di poter conquistare nuove fasce di mercato anche attraverso un corretto uso del packaging.

 

Da una ricerca sulla funzione di comunicazione del packaging, che ho condotto nel 2006 con la prof.ssa Patrizia de Luca dell’Università di Trieste, emerge che mezzo, luogo e tempo privilegiati dal consumatore nella comunicazione del vino sono dati dalla confezione esposta nel punto vendita (qualsiasi) al momento dell’acquisto.

Il consumatore si trova a dover scegliere in pochi secondi e lo fa sulla base di un processo in cui diversi criteri (innanzi tutto prezzo e occasioni d’uso) agiscono da fattori principali di scelta, ma in cui la marca (nome del produttore) nella maggior parte dei casi non sembra apparire come fattore rilevante: spesso è la percezione del packaging nel suo complesso ad influenzare la decisione finale.

 

Da altri studi sul settore è emerso che i consumatori (faccio riferimento a consumatori non informati sul prodotto, che sono del resto la maggioranza del mercato) sovrappongono spesso i diversi livelli di denominazione:

  • nome del produttore,
  • regione di provenienza,
  • vitigno,
  • tipo di prodotto, ecc.

per consumatori diversi assumono diversi significati.

 

A questo proposito, neppure la scelta dei produttori in tema di packaging risulta uniforme: alcuni puntano a valorizzare il nome aziendale, altri il vitigno, altri la zona d’origine, per cui al consumatore giungono spesso messaggi non omogenei.

 

Su questo tema martedì 28 ottobre 2008 ore 17.00 terrò un seminario in Slovenia, presso la School of Viticolture and Enology dell’Università di Nova Gorica, ad Ajdovscina. Cui, naturalmente, siete tutti invitati😉

 


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One response

27 12 2009
Sex-appeal anche per il menù « Wine Business

[…] E il vino? Non mi risultano studi sulla scrittura delle carte dei vini, se non analisi sui loro contenuti. La maggior parte delle risorse è stata spesa, fino ad oggi, per studiare il comportamento del consumatore nella scelta del vino per asporto (il c.d. “off-trade”), in particolare nella scelta delle bottiglie sullo scaffale. E, quindi, come migliorare le performance, ad es. attraverso il packaging. […]

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