Quale marketing internazionale per le piccole aziende del vino?

16 09 2008

Analizzando l’approccio ai mercati internazionali di molte imprese italiane, soprattutto di quelle medio-piccole, possiamo notare come le strategie siano poco realistiche e sintomatiche dell’assenza di un’orientamento aziendale al marketing strategico e, di conseguenza, da una generale improvvisazione al marketing internazionale.

 

Essendo questo approccio diffuso, si trasmette per osmosi anche agli Enti che dovrebbero promuovere vini e territori. Segnatamente le DOC, in assenza di un organismo nazionale o regionale (come avviene viceversa in altri Paesi, con Wines from Spain, ad es.), ma anche le CCIAA o altre istituzioni o associazioni.

 

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Sud Italia: un differente approccio al marketing?

15 09 2008

Più volte, negli ultimi anni, è emerso da analisi e commenti come il successo dei vini e delle aziende del Sud dipendesse dalla maggiore capacità nel fare marketing.

Sarebbero importanti molte considerazioni al riguardo.

 

Dal punto di vista del marketing strategico il posizionamento delle aziende del Sud, siciliane in primis, è sicuramente favorito da una forte integrazione tra le cantine, i loro vini ed il concetto Sud Italia-Mediterraneo-solarità. Ma anche da una fase del mercato che, sulla scia delle produzioni del Nuovo Mondo, ha richiesto un determinato tipo di vino che poteva essere offerto dalla produzione siciliana, pugliese o campana, pur nella diversità di vitigni e microclimi.

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Incontro con Angelo Gaja

5 09 2008

Lo ammetto. Sono nella mailing list delle persone cui Angelo Gaja invia periodicamente le sue considerazioni sull’attualità del mondo del vino. Dopo la sua recente presa di posizione sulla vicenda Montalcino cui ho risposto direttamente, trovandomi nei giorni scorsi nelle Langhe per alcuni incontri di lavoro ed un paio di giorni di ferie, a seguito di uno scambio di e-mail abbiamo concordato un incontro presso la sua sede di Barbaresco.

In questa sede non intendo riportare il contenuto dell’ora e passa di cortese chiacchierata intercorsa sorseggiando un piacevolissimo Barbaresco 2004, ma precisare alcune considerazioni che ho in parte esposto sul blog di Franco Ziliani e su cui ho avuto modo di confrontarmi con Gaja stesso.

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