Un nuovo marketing del vino

Il vino è fatto di sogni, di emozioni di sensazioni e le aziende italiane sono sicuramente molto attente a creare eventi, qualcuna ad investire sul trade, a gestire l’accoglienza, a creare ambienti (si pensi agli enormi investimenti in cantina compiuti negli ultimi anni, spesso in collaborazione con architetti di prestigio).

A volte, però, tali strumenti non sono coordinati, sono frazionati, concentrati su alcune azioni o non valorizzati al meglio. Viste la ridotte dimensioni aziendali medie, i budget limitati impediscono la realizzazione di altre iniziative, così gli sforzi per creare un sogno si vanificano o quantomeno si riducono.

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Alcuni tabù nel mondo del vino

Siamo ormai a fine estate, si rientra man mano al lavoro, le vendemmie stanno incominciando, quindi anch’io butto giù un post che vuole essere più leggero, anche se gli argomenti meriterebbero molte riflessioni.

Il tema è quello dei tanti tabù che girano attorno al mondo del vino, sia tra gli addetti ai lavori che tra i consumatori. Non mi riferisco a temi “alti”, bensì ad argomenti più quotidiani, spesso relegati a discussioni amichevoli, ma che possono avere un significato tutt’altro che trascurabile.

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Perchè orientarsi al marketing

Per decenni la parola “marketing” ha assunto, nel mondo del vino, un’accezione negativa. Il vignaiolo italiano, tutto concentrato sul prodotto, al fine di raggiungere picchi qualitativi sempre più elevati, ha sempre parlato di “marketing” con sufficienza, riferendosi prevalentemente ad aziende che vendevano più bottiglie di lui e a prezzo più alto. I francesi erano sempre additati come esempio, almeno nel sentire comune.

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Possiamo imparare dagli errori altrui?

In questi caldi giorni di inizio agosto, approfittando della presenza in Friuli di uno dei principali e più rispettati négociant bordolesi, che fa lezione al nostro Executive Master in Wine Business durante la settimana di studio a Bordeaux, ho partecipato all’organizzazione di un piccolo seminario che si è tenuto a Cormons.

Con la collaborazione dei Consorzi DOC Friuli Isonzo e Collio, il nostro prestigioso ospite, professionista che opera quasi esclusivamente nell’esportazione di vini di fascia medio-alta (cru classé), ha tenuto una relazione ad operatori vinicoli friulani e della vicina Slovenia sulla situazione dei mercati internazionali per i vini di pregio, portando l’esempio di come si stia muovendo la zona di Bordeaux.

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