Un nuovo marketing del vino

29 08 2008

Il vino è fatto di sogni, di emozioni di sensazioni e le aziende italiane sono sicuramente molto attente a creare eventi, qualcuna ad investire sul trade, a gestire l’accoglienza, a creare ambienti (si pensi agli enormi investimenti in cantina compiuti negli ultimi anni, spesso in collaborazione con architetti di prestigio).

A volte, però, tali strumenti non sono coordinati, sono frazionati, concentrati su alcune azioni o non valorizzati al meglio. Viste la ridotte dimensioni aziendali medie, i budget limitati impediscono la realizzazione di altre iniziative, così gli sforzi per creare un sogno si vanificano o quantomeno si riducono.

Fare marketing del vino significa comunicare e gestire il marchio in tutti i canali di vendita per raggiungere in modo efficace i clienti, trasmettendo loro con coerenza l’identità e la personalità dell’azienda.

Ottenere e trasmettere un brand ben definito è il fondamento del marketing; se non si raggiunge questo obiettivo, si spendono solo soldi in attività che non portano risultati duraturi. E poi non dimentichiamo che l’obiettivo del marketing è sì creare sogni, ma dal punto di vista delle imprese è creare profitto, nel breve e nel lungo periodo. E allora la creatività si deve confrontare con gli strumenti di gestione, con il controllo strategico, con i processi di budgeting.

Per il settore vinicolo è necessario guardare oltre rigidi schemi. Se il primo passo è stato comprendere che chi si occupa di marketing non è solo l’imprenditore o il responsabile commerciale, oggi non basta più che dall’enologo allo spedizioniere siano attenti ai clienti, magari di paesi diversi, con esigenze diverse. Servono nuove idee creative, serve entrare nel processo di bisogno del cliente ed entrare nel suo mondo dei valori. Facendo in modo che intersechino i valori e le storie che le aziende e i loro vini possono proporre.

Un esempio? Il sempre maggior interesse dei consumatori per temi etici e ambientali. Essere ecologicamente responsabili e sostenibili sta diventando sempre più cruciale per i consumatori e non fa eccezione nessun tipo di settore industriale (tantomeno agricolo). Da un sondaggio compiuto negli USA su adulti che acquistano online risulta, ad es., che:

• per il 60% del campione è molto importante che un’azienda sia ecologicamente consapevole

• quasi la metà di coloro che fanno acquisti online hanno dichiarato di ricercare specificamente prodotti “environmentally-friendly”

• ancora più importante, il 45% degli intervistati ha affermato di essere disposto a pagare almeno il 5% in più per un prodotto che viene promosso come rispettoso per l’ambiente. Un ulteriore 22% sarebbe disposto a pagare almeno il 10% in più

• per il 38% degli intervistati la forma più interessante di marketing attento all’ambiente è quella che porta a specifici vantaggi agli utenti quali il risparmio di denaro sulla bolletta o a prodotti più durevoli, mentre specifici benefici ambientali sono stati citati dal 21% degli intervistati.

Un’azienda che volesse porsi questi valori come bussola da seguire, dovrebbe allora lavorare sulla riduzione delle emissioni di CO2, evitare lo spreco di acqua o recuperare materiali di scarto, lavorare sugli imballaggi ed il packaging. Ma, soprattutto, comunicarlo al cliente e lavorare affinché, nella mente del consumatore, si crei un’associazione chiara e distintiva con il marchio aziendale ed i vini prodotti.


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3 responses

6 09 2008
Enzo Felici

Non riesco mai a prendere troppo sul serio le analisi e i sondaggi.

Per esempio, mi domando, se il sentimento ambientale è così sentito, come mai le aziende non investono nelle certificazioni ambientali, ma soprattutto, come mai, quelle che hanno investito, stanno rinunciando?

Credo che il marketing del vino si debba soprattutto basare su due capisaldi:

– comunicare cultura del vino

– essere trasparenti nei confronti dei clienti

oggi, l’acquisto del vino è, soprattutto, un acquisto del marchio, è necessario per le imprese spostare il processo di acquisto verso la conoscenza delle tipologie di vino, delle loro peculiarità e caratteristiche.

11 09 2008
Pierpaolo Penco

Io credo, forse in modo un po’ asettico, che lo scopo finale del marketing del vino sia creare valore per l’azienda, quindi profitto. Valore che poi può essere, direttamente o indirettamente, condiviso con il territorio su cui l’azienda insiste.

Comunicare cultura non è, a mio avviso, uno fine ma un mezzo: diffondendo la cultura del vino ne aumento l’apprezzamento e il riconoscimento. Oggi sarebbe poco etico dire che così ne aumento anche la diffusione, diciamo che contribuisco a far bere meno ma meglio😉
Tavernello, ad esempio, non diffonde cultura del vino (in senso stretto) ma punta sulla salubrità del prodotto. E non si può certo dire che il marketing di Tavernello non sia efficace.

Sulla trasparenza, ci sono esempi di aziende di successo che fanno, invece, dell’assenza di comunicazione o della comunicazione molto selezionata con i clienti un punto di forza, creando esclusività del prodotto. Ad iniziare dai più prestigiosi produttori francesi.

Per quanto concerne il sentimento ambientale, non sto dicendo che deve essere sfruttato dalle aziende, ma certamente è un fenomeno da non trascurare aprioristicamente.
Certo, bisogna stare poi attenti all’effetto opposto, ossia vdere consumatori che scelgono un prodotto non per le sue caratteristiche orgaolettiche ma perchè e “environmental friendly”😉

3 08 2010
paolo gregorat

Anche secondo me il marketing dovrebbe puntare molto sul far conoscere il vino e l’azienda che lo produce, come già detto in precedenza bisognerebbe puntare su:
“- comunicare cultura del vino
– essere trasparenti nei confronti dei clienti
oggi, l’acquisto del vino è, soprattutto, un acquisto del marchio, è necessario per le imprese spostare il processo di acquisto verso la conoscenza delle tipologie di vino, delle loro peculiarità e caratteristiche.”
E’ per questo che sto puntando su un nuovo portale http://www.cantinefvg.com attualmente specializzato sulle cantine friulane che introduce la novità del qr-code e cioè la possibilità di inserire un codice a barre che, letto da un normale smartphone/telefonino dotato di fotocamera ed accesso ad internet da là possibilità di collegarsi in automatico sulla scheda del vino presente sul portale con la possibilità di navigare e vedere gli altri vini prodotti e le caratteristiche dell’azienda che lo produce, oppure lo si può far collegare ad un video che ne spiega le carateristiche

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