Pensieri al ProWein

Sarò sintetico.

Noi stiamo fare tante discussioni se la Ribolla gialla deve essere fatta in pianura o in collina, se il Terrano è solo italo-sloveno e non croato, se i bandi OCM devono essere aperti a febbraio, marzo o ad aprile quando gli altri paesi iniziano a investire già a gennaio e quindi per 12 mesi.

E poi arrivi in fiera e ti trovi che, dopo la Moldavia, la Turchia e ora la Cina, pure l’Azerbaijan si sta muovendo! L’Azerbaijan!!!

Oggi si brinda… con il té

Sono un appassionato di té nero. In realtà sono un maniaco dell’English Tea fin da piccolo, quando mia zia Irma che viveva a Manchester mi mandava bustine e foglie per il mio regolare consumo a colazione e a merenda, rigorosamente con un cucchiaino di latte. Uso il kettle per scaldare l’acqua sul fornello (che orrore il bollitore elettrico!), la teiera giusta, etc.

Ogni volta che vado a Londra in vacanza o per qualche riunione a Wine Intelligence ne faccio scorta (se non l’ho già comprato on-line) e, spesso, non mi faccio mancare una tazza di tè in un locale, ad es. da Fortnum&Mason a Piccadilly (mio pusher preferito).

Cosa c’entra con il vino?

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Ho assaggiato il vino in lattina e non mi è dispiaciuto.

ProWein 2018 a Düsseldorf. Uno dei momenti liberi durante le tre giornate che ho passato tra lo stand di Wine Intelligence e appuntamenti vari. Facendo base nel padiglione del Nuovo Mondo, quale miglior occasione per poter assaggiare i vini dell’Oregon? La regione che, a mio avviso, è la più interessante fuori Europa per la produzione di Pinot Nero (in particolare nella Willamette Valley) e che oggi vede crescere anche vitigni bianchi quali Pinot Gris, Grüner Veltliner e lo stesso Chardonnay, con profili ben centrati nel trasmettere la provenienza da zona fredda.

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Come sarà il 2018 vinicolo?

A fine 2017 Wine Intelligence ha pubblicato un articolo in cui si proponeva di prevedere i cinque fenomeni che probabilmente caratterizzeranno l’anno che ci attende.

Alla luce di quanto esposto, nei primi mesi dell’anno cercherò verificare direttamente sul campo quale impatto avranno questi trend sul settore vinicolo italiano.

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Ci sono notizie e notizie…

Alcune notizie passano quasi inosservate.

Eppure in questo caso il cambiamento è forse epocale: la felice joint-venture tra Santa Margherita ed il suo storico importatore americano Terlato va a concludersi a fine anno.

Considerato il caso di successo del Pinot Grigio, dovuto proprio a questa lunga partnership e alle scelte strategiche compiute, che hanno creato uno dei brand più forti del mercato vinicolo internazionale, la notizia (ripresa anche qui) mi sembra tutt’altro che trascurabile.

Sono curioso di seguirne gli sviluppi.

Siamo in classifica!

Per quanto contino le classifiche, segnalo che questo blog è stato inserito, al 59° posto, nella classifica dei “Top Blog” sul vino italiani (http://www.wikio.it/sources/winebusiness.wordpress.com-w971). Posizione che pare in discesa, probabilmente a causa del mio scarso impegno nell’aggiornare i contenuti del sito.
Vedremo di darci da fare un po’ di più nelle prossime settimane 😉
Ne approfitto per ringraziare quei 10-20 lettori quotidiani che bazzicano su queste pagine e, ogni tanto, mi contattano.

Il mio Master per uno… Spritz! ;-)

Riporto un articolo di Mauro Pigozzo pubblicato sul Corriere.it (riprendendo un articolo dell’inserto Veneto). Riguarda un’iniziativa, che qualcuno vedrà come provocatoria ma alla quale io auguro grande successo, portata avanti dalle aziende di due studenti (Alberto Serena – Montelvini e Chiara Stival – Il Moletto) della prima edizione del Master in Wine Business che dirigo al MIB.

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London’s calling

Anche quest’anno sarò a Londra per l’International Wine Fair, la maggiore fiera vinicola anglosassone, presso lo stand U40 curato dall’Agenzia  Turismo FVG (assieme a tutti i Consorzi DOC del Friuli Venezia Giulia).

Martedì 12, in particolare, introdurrò il seminario “How wine regions can carve out space in the cluttered minds of 21st century consumers” ove interverranno, come relatori, Richard Halstead di Wine Intelligence  e Sarah Jane Evans MW (che curerà poi, in conclusione, una degustazione di Friulano, ormai definito nome del Tocai). L’appuntamento è  nella South Gallery Room 27 per Martedì 12 Maggio alle 11.30am.

Prossimamente cercherò di postare alcune impressioni sulla fiera, in particolare su questo momento di transizione per il settore vinicolo internazionale.

Incontro con Angelo Gaja

Lo ammetto. Sono nella mailing list delle persone cui Angelo Gaja invia periodicamente le sue considerazioni sull’attualità del mondo del vino. Dopo la sua recente presa di posizione sulla vicenda Montalcino cui ho risposto direttamente, trovandomi nei giorni scorsi nelle Langhe per alcuni incontri di lavoro ed un paio di giorni di ferie, a seguito di uno scambio di e-mail abbiamo concordato un incontro presso la sua sede di Barbaresco.

In questa sede non intendo riportare il contenuto dell’ora e passa di cortese chiacchierata intercorsa sorseggiando un piacevolissimo Barbaresco 2004, ma precisare alcune considerazioni che ho in parte esposto sul blog di Franco Ziliani e su cui ho avuto modo di confrontarmi con Gaja stesso.

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