C’è relazione tra innovazione e internazionalizzazione?

13 08 2015

Tra i fattori che caratterizzano le imprese di successo, comprese quelle vitivinicole, i principali stanno diventando l’innovazione e l’internazionalizzazione. Lo stesso rapporto annuale Mediobanca segnala puntualmente come le imprese che crescono e raggiungono le migliori performance economiche sono caratterizzate da un crescente processo di internazionalizzazione (spesso grazie ad un saggio utilizzo dei fondi “OCM Vino” della UE). In molti casi si tratta di aziende che sviluppano un processo di innovazione (di prodotto, di processo, di cultura manageriale…) sull’onda dell’entrata in nuovi mercati.

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Ci sono notizie e notizie…

15 07 2015

Alcune notizie passano quasi inosservate.

Eppure in questo caso il cambiamento è forse epocale: la felice joint-venture tra Santa Margherita ed il suo storico importatore americano Terlato va a concludersi a fine anno.

Considerato il caso di successo del Pinot Grigio, dovuto proprio a questa lunga partnership e alle scelte strategiche compiute, che hanno creato uno dei brand più forti del mercato vinicolo internazionale, la notizia (ripresa anche qui) mi sembra tutt’altro che trascurabile.

Sono curioso di seguirne gli sviluppi.





Parliamo di distribuzione?

2 01 2015

Il settore vitivinicolo riveste per l’Italia una grande importanza economica. Il numero di aziende che vi operano, la dimensione quantitativa degli occupati, così come la partecipazione al valore aggiunto, in particolare dell’export, sono di rilievo.

Accanto a questi elementi di positività, il settore vitivinicolo soffre in modo crescente la competizione internazionale, che vede quali player, accanto alle zone di produzione storiche e di grande prestigio, aree di produzione già note ma che hanno realizzato ampi investimenti per la crescita qualitativa della produzione e per la sua distribuzione.

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Pescare nelle nicchie

10 12 2014

Non sono un pescatore ma, abitando vicino al mare, non ho potuto non fare caso ad alcuni distributori automatici di esche ed altro materiale per chi va a pesca.

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Commodity o vino icona? Il Pinot Grigio tra successo di mercato e percezione del consumatore

30 06 2014

Questo è stato il titolo della relazione che ho presentato in apertura della tavola rotonda che si è tenuta a Corno di Rosazzo (UD) lo scorso 20 giugno 2014, nell’ambito del primo Pinot Grigio International Wine Challenge organizzato dal Consorzio delle DOC del Friuli Venezia Giulia con la collaborazione dell’agenzia Thompson International Marketing.
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Più marketing o più vendite?

14 02 2014

Le parole Vendite e Marketing sono spesso usate erroneamente in modo intercambiabile per descrivere attività collegate ma diverse. Non si tratta solo di una questione semantica, in quanto tale confusione influisce sull’efficienza e talvolta anche sull’efficacia di entrambe le attività.

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Pur con tutti i difetti, è sempre DOC

4 09 2013

Sono perfettamente d’accordo con Angelo Peretti e quanto ha pubblicato sul suo blog, riprendendo un post di Armin Kobler in merito all’attualità delle DOC: o si capisce che bisogna valorizzare e promuovere un territorio assieme oppure nessuna azienda medio-piccola avrà mai un brand forte per potersi imporre da sola.

Troppo spesso ascolto produttori dire: “ma voi del Consorzio cosa state facendo per me?” oppure “la DOC non mi serve, perché pagare se poi decidono sempre altri?”. Dimenticandosi che i Consorzi sono associazioni di produttori ove chiunque dovrebbe potersi esprimere e le DOC strumenti tecnici scelti dai produttori stessi che, quindi, possono aggiornarle e migliorarle. I disciplinari sono previsti dalla legge, ma è sempre possibile darsi obiettivi più ambiziosi, ad es. attraverso marchi collettivi o accordi tra produttori.

In questa fase c’è una spinta troppo forte all’individualismo… non che mancasse tra i vignerons… Ma è una strategia miope, che non porta da nessuna parte. Basta guardare i listini degli importatori internazionali o le carte dei vini: i medio-piccoli stanno lottando per poche posizioni, intere aree stanno sparendo o sono rappresentate dai soliti noti che hanno saputo crescere e lavorare sulla distribuzione, alle volte a scapito della poesia, offrendo vini centrati per la fascia prezzo occupata. Le DOC, in presenza di territori che non hanno un marchio già forte, restano comunque uno strumento, forse l’unico, per trasmettere un’identità comune.

Ah, certo, come ho già scritto più volte qui, qui o qui, non basta avere una DOC per avere un marchio ed avere successo. Ma, appunto, se non c’è committment e partecipazione, ancor meno si avrà un futuro.








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