Gli eventi del vino in un’ottica di marketing

Nel corso dell’anno ho partecipato a diverse tipologie di eventi legati al vino, da fiere specializzate (a iniziare dal tradizionale Vinitaly di Verona) a presentazioni di guide (ad es. la Guida SlowWine di cui ho scritto un articolo sul blog di Cook_inc), da degustazioni ad ampio spettro (tipo “Terre di Toscana” a Viareggio, “Live Wine” a Milano o “Summa” a Magré sulla Strada del Vino) a degustazioni tematiche, spesso anteprima delle nuove annate (quali il “Festival della Malvasia” a Portorose, in Slovenia, “Mare e Vitovska“, di cui ho scritto sempre per Cook_inc o le varie Anteprime Toscane di febbraio).

Facciamo un po’ il punto non sui vini ma inforcando gli occhiali di chi si occupa di marketing e vede negli eventi un’opportunità spesso non del tutto sfruttata a pieno.

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Bisogna imparare dalla birra?

Che la birra abbia imparato molto dal vino è indubbio. Dietro al successo di molti micro-birrifici o alla birra artigianale in genere c’è di sicuro un trend che vede coinvolti i consumatori, soprattutto giovani, verso prodotti considerati non industriali o scontati, con alle spalle spesso una storia legata a qualcuno che si è messo in gioco, magari ha lasciato altri impieghi per dedicarsi alla produzione di vino o birra, magari con materie prime biologiche o naturali in genere.

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Vendite opache: si fa ma non si dice

La vendita online dei servizi di viaggio, ad esempio posti letto e biglietti aerei, ha radicalmente cambiato il modo con cui le aziende di servizi raggiungono i clienti. Le iniziali ritrosie rispetto alle vendite online sono state subito superate in quanto le imprese hanno potuto sviluppare nuovi canali per arrivare ai clienti, consentendo maggiori opportunità di segmentazione. Continua a leggere “Vendite opache: si fa ma non si dice”

C’è relazione tra innovazione e internazionalizzazione?

Tra i fattori che caratterizzano le imprese di successo, comprese quelle vitivinicole, i principali stanno diventando l’innovazione e l’internazionalizzazione. Lo stesso rapporto annuale Mediobanca segnala puntualmente come le imprese che crescono e raggiungono le migliori performance economiche sono caratterizzate da un crescente processo di internazionalizzazione (spesso grazie ad un saggio utilizzo dei fondi “OCM Vino” della UE). In molti casi si tratta di aziende che sviluppano un processo di innovazione (di prodotto, di processo, di cultura manageriale…) sull’onda dell’entrata in nuovi mercati.

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Parliamo di distribuzione?

Il settore vitivinicolo riveste per l’Italia una grande importanza economica. Il numero di aziende che vi operano, la dimensione quantitativa degli occupati, così come la partecipazione al valore aggiunto, in particolare dell’export, sono di rilievo.

Accanto a questi elementi di positività, il settore vitivinicolo soffre in modo crescente la competizione internazionale, che vede quali player, accanto alle zone di produzione storiche e di grande prestigio, aree di produzione già note ma che hanno realizzato ampi investimenti per la crescita qualitativa della produzione e per la sua distribuzione.

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Commodity o vino icona? Il Pinot Grigio tra successo di mercato e percezione del consumatore

Questo è stato il titolo della relazione che ho presentato in apertura della tavola rotonda che si è tenuta a Corno di Rosazzo (UD) lo scorso 20 giugno 2014, nell’ambito del primo Pinot Grigio International Wine Challenge organizzato dal Consorzio delle DOC del Friuli Venezia Giulia con la collaborazione dell’agenzia Thompson International Marketing.
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Pur con tutti i difetti, è sempre DOC

Sono perfettamente d’accordo con Angelo Peretti e quanto ha pubblicato sul suo blog, riprendendo un post di Armin Kobler in merito all’attualità delle DOC: o si capisce che bisogna valorizzare e promuovere un territorio assieme oppure nessuna azienda medio-piccola avrà mai un brand forte per potersi imporre da sola.

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