Va bene “green”, ma adesso stiamo esagerando!

In un recente articolo del Corriere Economia si evidenziava come la sostenibilità in senso lato stia diventando un tema forte nel marketing del vino, riprendendo alcuni risultati delle analisi di Wine Intelligence sulle diverse tipologie di vini non convenzionali pubblicate nel report “Global SOLA 2019”.

Come Wine Intelligence nello stesso report abbiamo inoltre previsto un aumento dell’interesse per i vini vegani in diversi mercati

Ora, se è vero che il vino sta seguendo un trend iniziato già da anni nel cibo e in altri prodotti di largo consumo, mi chiedo se non si debba guardare con una certa preoccupazione alcuni esempi di marketing per evitare di cadere nella ridondanza e, diciamolo, nel patetico.

Guardate questa etichetta di un detergente per i piatti.

Va bene la plastica riciclata così come il ridotto impatto ambientale. Va bene il biodegradabile vegetale da fonti rinnovabili.

MA IL VEGANO NO! Perché un concentrato per i piatti deve essere vegano? Dobbiamo temere che possa lasciare residui sulle stoviglie che i vegani non tollererebbero eticamente? Non basta sciacquare bene i piatti quando si lavano??

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Vendite opache: si fa ma non si dice

La vendita online dei servizi di viaggio, ad esempio posti letto e biglietti aerei, ha radicalmente cambiato il modo con cui le aziende di servizi raggiungono i clienti. Le iniziali ritrosie rispetto alle vendite online sono state subito superate in quanto le imprese hanno potuto sviluppare nuovi canali per arrivare ai clienti, consentendo maggiori opportunità di segmentazione. Continua a leggere “Vendite opache: si fa ma non si dice”

Vecchio e Nuovo Mondo: questione di etichetta?

Ho appena finito di leggere un articolo sulle etichette delle bottiglie nel sempre interessante blog di Evelyne Resnick (docente e consulente di wine marketing che opera in Francia e che ho avuto modo di conoscere a Bordeaux).

Nell’articolo l’autrice racconta di essere stata intervistata da un canale televisivo francese in merito a come i vini francesi stessero affrontando i mercati internazionali del vino.  

Così, alla domanda sulla differenza tra “Vecchio mondo” e “Nuovo mondo” nel campo della comunicazione vinicola, ha presentato un’etichetta con il volto di un cane come esempio “divertente” ed efficiente (la varietà dell’uva era ben indicata sull’etichetta), certa che, al contrario, nessun produttore francese avrebbe fatto lo stesso.

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Riflessioni estive

In attesa che questa strana annata (metereologica) ci faccia sapere se il vino sarà di ottima qualità o meno (ma già le previsioni si sbizzarriscono, malgrado l’invaiatura non sia neanche incominciata e grandine e peronospora stiano impazzando tra i filari), ne ho approfittato per fare qualche visita e qualche chiacchierata con amici vignaioli, prevalentemente friulani o sloveni, che mi spinge a fare qualche riflessione sul momento che sta vivendo il settore vinicolo, in particolare le piccole aziende.

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