Possiamo imparare dagli errori altrui?

In questi caldi giorni di inizio agosto, approfittando della presenza in Friuli di uno dei principali e più rispettati négociant bordolesi, che fa lezione al nostro Executive Master in Wine Business durante la settimana di studio a Bordeaux, ho partecipato all’organizzazione di un piccolo seminario che si è tenuto a Cormons.

Con la collaborazione dei Consorzi DOC Friuli Isonzo e Collio, il nostro prestigioso ospite, professionista che opera quasi esclusivamente nell’esportazione di vini di fascia medio-alta (cru classé), ha tenuto una relazione ad operatori vinicoli friulani e della vicina Slovenia sulla situazione dei mercati internazionali per i vini di pregio, portando l’esempio di come si stia muovendo la zona di Bordeaux.

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Turismo del vino: anche a Bordeaux qualcosa si muove

Gli stranieri (e soprattutto noi italiani) hanno sempre guardato alla Francia come l’esempio che tutti vorrebbero seguire o raggiungere in campo vinicolo. Per decenni i vini ed i produttori francesi sono stati considerati come un benchmark assoluto, Sopexa come l’Ente di promozione che tutti vorrebbero avere, le loro DOC e le Interprofessioni come strutture da copiare. Eppure pare non essere tutto oro quello che luccica!

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Settimana a Bordeaux

Questa settimana sono a Bordeaux con gli studenti del Master in Wine Business, per il loro study tour presso la locale scuola di management.

Sarà suggestione, ma ogni volta che scendo dalla scaletta dell’aereo qua a Bordeaux provo un’emozione. Senti subito di essere arrivato in una capitale del vino, se non “LA” capitale. Continua a leggere “Settimana a Bordeaux”

I miei primi 40 anni…

The last sip of Latour 1968

Qualche settimana fa, per festeggiare il mio 40° compleanno, ho portato la moglie fuori a cena (Osteria Altran, a Ruda, UD, 1 stella Michelin, luogo del nostro pranzo di nozze) e, nell’occasione, ho stappato una bottiglia che custodivo gelosamente in cantina da un po’: Chateau Latour 1968.

Il ’68 è un millesimo considerato minore a Bordeaux, come un po’ tutti gli anni ’60, eccezion fatta per il celeberrimo 1961, l’ottimo 1966 e, in parte, 62 e 64. Però è il mio anno, quindi valeva la pena provare.

E il risultato è stato all’altezza! Non sarà stato il più grande Latour (1979, tanto per restare in millesimi poco pubblicizzati, ha più calore ed eleganza), ma era comunque un vino vivo (40 anni!), dal frutto ancora presente, l’acidità non era tagliente e non si è scomposto con la progressiva ossigenazione nel bicchiere…

Un’annata piccola che ha saputo “sopravvivere” al passare del tempo. Non voglio dare i numeri, ma è comunque un vino godibilissimo. O, forse, una buona bottiglia (per citare Parker).