Come sarà il 2018 vinicolo?

A fine 2017 Wine Intelligence ha pubblicato un articolo in cui si proponeva di prevedere i cinque fenomeni che probabilmente caratterizzeranno l’anno che ci attende.

Alla luce di quanto esposto, nei primi mesi dell’anno cercherò verificare direttamente sul campo quale impatto avranno questi trend sul settore vinicolo italiano.

Gli effetti dei cambiamenti climatici sul calo produttivo dell’offerta di vino globale avranno il risultato di far salire i prezzi, ad iniziare da vini con il vento in poppa sui mercati come il Prosecco o il Pinot Grigio del Triveneto. Nel lungo termine, l’imprevedibilità climatica potrebbe farsi sentire sulla costanza dei livelli qualitativi e dello stile produttivo delle aziende.

É quindi con molta curiosità che mi accingo a partecipare alle diverse anteprime vinicole che caratterizzano i primi mesi dell’anno, a iniziare da quelle toscane (dalla Collettiva Regionale il 10 a quella del Nobile di Montepulciano, dalla Chianti Classico Collection a Benvenuto Brunello a Montalcino) e alle fiere di settore. Se l’annata 2017 è molto attesa a causa della scarsità della produzione dovuta alle gelate primaverili e alla siccità estiva (vedremo con quali effetti sulle qualità organonettiche e le prospettive evolutive dei vini), nel corso dell’anno alcune Denominazioni chiave metteranno in commercio i vini di un’altra annata potenzialmente classificata come “minore”, la 2014 (penso ad Amarone, Barolo e Sagrantino di Montefalco), ma che potrebbe tuttavia riservare piacevoli sorprese. Di certo si tratterà, per molte aziende, di dover gestire commercialmente due annate meno produttive e già classificate dal mercato come “difficili”.

Tornando alle previsioni, gli effetti della Brexit sul secondo mercato del vino del mondo devono ancora vedersi, in particolare se la Sterlina continuasse la propria parabola discendente sui mercati valutari. Un fattore che si farà sentire anche nella filiera distributiva e produttiva, ben oltre quanto già successo finora. Vedremo quale sarà il parere degli operatori.

Wine Intelligence Sparkling Wine in the Italian Market 2018Secondo Wine Intelligence quella degli sparkling non è una bolla destinata a scoppiare: i segnali di crescita di lungo termine in volume, valore e prezzo medio per bottiglia si sono verificati su piazze diversissime fra di loro come Stati Uniti, Irlanda e Spagna. Ma la stessa Italia, come confermato dal report sugli “Sparkling Wines in Italy“, gode di un trend positivo e, anzi, sono proprio le bollicine, ormai entrate nel repertorio dei vini consumati regolarmente da tutte le fasce di età, a trainare il mercato.

Se poi Cava, Prosecco e loro emuli fossero disposti a innovare in termini di packaging (ad es. introducendo le lattine) o di apporto nutrizionale (vini a basso impatto calorico), allora il trend potrebbe consolidarsi ulteriormente, soprattutto su alcuni mercati.

Il vino in lattina, in particolare, non si limiterà a fare la sua comparsa sul palcoscenico globale solo per quanto riguarda prodotti “giovani”: non è un caso che la premiumization abbia investito anche il bag-in-box, e che le soluzioni per il vino al bicchiere e/o monoporzione si siano moltiplicate in maniera esponenziale negli ultimi anni, sia nell’Horeca e che nel Retail.

Un ultimo trend riguarda la sostenibilità ambientale in vitivinicoltura, che viene comunemente identificata con il termine “bio”. Essa sta divenendo un fattore importante per emergere sui mercati, portando differenziazione dai competitor ed educazione del consumatore sui valori che rendono un vino più appetibile di altri. In questo caso, il forte trend di crescita delle vendite di alimenti “bio” nella grande distribuzione in moltissimi mercati sta rappresentando una grande opportunità per quei produttori che hanno deciso di puntare proprio su un modo alternativo di creare vino: l’entrata nel “mainstream” di queste etichette potrebbe quindi avvenire decisamente molto presto.

 

Già, nei giorni scorsi ho avuto un’ulteriore conferma dell’interesse per la nicchia del “bio” e naturale”, partecipando all’evento di “VinNatur” a Genova, salone di vignaioli che si riconoscono in uno dei primi protocolli che prevedono il minor numero possibile di interventi in vigna e in cantina, escludendo l’utilizzo di additivi chimici e di manipolazioni da parte dell’uomo. Ho scritto in merito un articolo che verrà pubblicato sul quadrimestrale di Wine Intelligence nelle prossime settimane, perché quello del consumatore di questa tipologia di vini si sta qualificando come un profilo indipendente e ben identificato, non più relegato in una nicchia per molti trascurabile.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...