Pinot Grigio, nuovo esempio di “commodity” vinicola?

27 12 2008

Da diversi anni, il vino bianco italiano più venduto nel mondo è il Pinot Grigio. E’ diventato un vero fenomeno di massa soprattutto negli USA. Non solo fenomeno di consumo, ma anche dal punto di vista produttivo.

In un articolo, già alcuni anni fa si scriveva che la California “pare prepararsi di nuovo per una frenetica espansione italo-californiana, questa puntando sul Pinot Grigio. Secondo gli esperti del settore questo vino, chiamato Pinot Gris in Francia e in tutti e due i modi negli Stati Uniti, è il vino bianco che sta aumentando le vendite più di ogni altro vino negli Stati Uniti. La maggioranza del Pinot Grigio venduto negli USA è d’importazione — secondo stime dell’industria il rapporto è di 8 a 1. Eppure, i viticoltori californiani stanno piantando Pinot Grigio ancora più in fretta di quanto avevano fatto col Sangiovese. Secondo Phil Bradley, gestore delle ricerche alla MKF Group, un’azienda di ricerche per l’industria enologica basata in St. Helena, dal 2001 al 2002 la quantità di Pinot Grigio pigiata in California è quasi raddoppiata, passando da 9.564 tonnellate nel 2001 a 17.335 tonnellate nel 2002, Nel 2003 ne sono state vendemmiate 26.932 tonnellate.”

Il dato però è stato di gran lunga superato. Da alcune stime, risulta che è questione di attualità il sorpasso del Pinot Grigio prodotto negli USA rispetto a quello importato!

Il Pinot Grigio che sta spopolando negli USA non viene prodotto solo nel nostro Triveneto: oltre ad essere, come visto, uno dei vitigni maggiormente impiantati negli stessi Stati Uniti, viene prodotto in misura crescente anche in zone dell’Est Europeo (Romania, Bulgaria e Ucraina) che hanno bassi costi, soprattutto di manodopera, e ampie superfici che consentono produzioni su grande scala.

La mia riflessione, da persona che ama questo vitigno e che lo considera, soprattutto per il Friuli, come la varietà che potrebbe al momento caratterizzare maggiormente questa regione, che ha dimostrato di saper produrre vini qualitativamente ben oltre la media di quanto circola sui mercati internazionali, è se si stia perdendo un altro treno, come successo con il Sauvignon alla fine degli anni ’80 (prima dell’esplosione della Nuova Zelanda e la rinascita della Loira).

Se già veniva identificato con un vino “delle Venezie” (ove l’IGT aveva un blando significato di origine), con la diffusione della coltivazione in tutto il mondo anche questo legame si sta perdendo. Ho l’impressione quindi che il Pinot Grigio stia diventando sempre più un prodotto indifferenziato, una “commodity”, ove il legame col territorio si svilisce sempre più.

A differenza, ad es. di altre varietà che, sebbene internazionalmente diffuse, godono comunque di una loro riconosciuta zona di elezione, quali i tanto vituperati Chardonnay (con la Borgogna ed i suoi Cru), Cabernet (la riva sinistra a Bordeaux) e Merlot (la riva destra).


Azioni

Information

One response

21 09 2014
Johnb144

How significantly of an special post, keep on posting much better half ddffkagabeak

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger cliccano Mi Piace per questo: