Finita l’epoca del “trading-up”?

12 11 2008

Ieri una giornalista del Sole24Ore, edizione Nord-Est, mi ha chiamato per avere un mio contributo (in qualità di Direttore del Consorzio DOC Friuli Isonzo) ad un articolo che sta scrivendo in merito all’annata 2008 che si sta concludendo e alle previsioni per il 2009.

Mentre parlavo della crisi economica e del riflesso sul mondo del vino, mi sono accorto di aver utilizzato nel discorso un termine non molto frequente, almeno nel mio vocabolario, ossia “trading down”.

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Perchè orientarsi al marketing

16 08 2008

Per decenni la parola “marketing” ha assunto, nel mondo del vino, un’accezione negativa. Il vignaiolo italiano, tutto concentrato sul prodotto, al fine di raggiungere picchi qualitativi sempre più elevati, ha sempre parlato di “marketing” con sufficienza, riferendosi prevalentemente ad aziende che vendevano più bottiglie di lui e a prezzo più alto. I francesi erano sempre additati come esempio, almeno nel sentire comune.

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L’influenza dei profumi e della musica sul consumo del vino

28 05 2008

Profumi e musica possono influenzare il consumo e l’acquisto del vino? Gli operatori, sia dell’on che dell’off-trade, possono utilizzare un sottofondo aromatico e musicale per veicolare alcuni prodotti? E con quale combinazione?

Il tema dell’abbinare la vendita di un prodotto ad un’esperienza o ad un’insieme di sensazioni che ne stimolino l’acquisto non è nuovo nel consumer marketing.

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La frequenza di consumo del vino

9 05 2008

Il Gruppo S.Margherita (il cui direttore marketing, Lorenzo Biscontin, abbiamo ospitato ieri come testimone nell’aula Executive Master in Wine Business) ha recentemente commissionato un sondaggio (cfr. Winenews) sulle abitudini di consumo del vino, sui criteri di scelta e i percorsi di acquisto che ne derivano.

Da esso emerge come 2/3 degli italiani (75,7%) consumino vino. La metà tutti i giorni o quasi, prevalentemente in casa (il 58,7%), con maggiore peso per le fasce di età più avanzate. L’altra metà, invece, consuma vino alcuni giorni la settimana o più raramente.

Il consumo domestico conta per quasi il 60% ed avviene prevalentemente durante i pasti, mentre l’incremento fuori casa è dovuto prevalentemente alla fascia più giovane dei consumatori.

Mi colpisce il dato sul numero dei consumatori abituali, credevo fosse più basso.

Certo, è un sondaggio e dipende molto dal campione. Se ad. es. facciamo un confronto con la Francia (Onivins, 2005), possiamo vedere come in 25 anni il numero di consumatori giornalieri o comunque regolari sia diminuito di molto, a favore di un consumo più occasionale (e di una fetta di consumatori, pari al 38%, che non bevono proprio!).

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Quali saranno gli abbinamenti cibo-vino dei consumatori di domani?

9 05 2008

Prendendo spunto da un editoriale pubblicato da Matteo Marenghi su Infowine, relativo al consumo di soft-drink e alla progressiva presenza anche sulle tavole, negli abbinamenti col cibo anche a scapito del vino, allego un grafico relativo a come sia distribuito (Onivins 2002) il consumo di bevande in Francia, il Paese forse a noi più simile. Credo possa fungere da spunto di riflessione.

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