Qualche settimana fa, per festeggiare il mio 40° compleanno, ho portato la moglie fuori a cena (Osteria Altran, a Ruda, UD, 1 stella Michelin, luogo del nostro pranzo di nozze) e, nell’occasione, ho stappato una bottiglia che custodivo gelosamente in cantina da un po’: Chateau Latour 1968.
Il ‘68 è un millesimo considerato minore a Bordeaux, come un po’ tutti gli anni ‘60, eccezion fatta per il celeberrimo 1961, l’ottimo 1966 e, in parte, 62 e 64. Però è il mio anno, quindi valeva la pena provare.
E il risultato è stato all’altezza! Non sarà stato il più grande Latour (1979, tanto per restare in millesimi poco pubblicizzati, ha più calore ed eleganza), ma era comunque un vino vivo (40 anni!), dal frutto ancora presente, l’acidità non era tagliente e non si è scomposto con la progressiva ossigenazione nel bicchiere…
Un’annata piccola che ha saputo “sopravvivere” al passare del tempo. Non voglio dare i numeri, ma è comunque un vino godibilissimo. O, forse, una buona bottiglia (per citare Parker).
