Guerilla restaurant & wine

11 10 2009

Sul numero di «Io Donna» della scorsa settimana (settimanale del Corriere della Sera) è stato pubblicato un interesantissimo articolo di Riccardo Romani intitolato: “È l’ora dei «guerilla store» La moda dei ristoranti clandestini”.

Si tratta di locali nati nelle case private o nei garage di New York o Londra, ove vengono ospitati pochi commensali, spesso gestiti da veri esperti di gastronomia, quasi per sfida verso gli chef più celebrati. “Guerilla restaurant” ove si accede solo se amici di amici di amici (una specie di multilevel marketing).

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Morta la DOC, viva la DOP!

16 08 2009

E così il fatidico 1 agosto 2009 è giunto. La nuova OCM vino è entrata in vigore, i Consorzi si stanno attrezzando alla necessaria trasformazione (come sintetizzato molto bene su l’Informatore Agrario del 31 luglio da quell’acuto osservatore del settore che è Fabio Piccoli).

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Il mio Master per uno… Spritz! ;-)

9 07 2009

Riporto un articolo di Mauro Pigozzo pubblicato sul Corriere.it (riprendendo un articolo dell’inserto Veneto). Riguarda un’iniziativa, che qualcuno vedrà come provocatoria ma alla quale io auguro grande successo, portata avanti dalle aziende di due studenti (Alberto Serena – Montelvini e Chiara Stival – Il Moletto) della prima edizione del Master in Wine Business che dirigo al MIB.

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Effetti della crisi (2)

6 07 2009

I giorni passano e le chiacchiere si sprecano.
Scontistiche tipo “10+10″, “7+5+3″ e simili (neanche parlassimo di schemi delle squadre di calcio) sono ormai praticate da molte aziende.

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Effetti della crisi

13 06 2009

Da qualche giorno sto osservando le lavagne ove sono pubblicizzati i vini serviti al calice in bar, enoteche e locali.
Un anno fa, almeno dalle mie parti, trovare un vino bianco a meno di 3€ al bicchiere era diventata un’impresa.
Oggi la fascia più rappresentata è quella dei 2€, con punte anche di 1,50€ (anche in locali prestigiosi).
Che sia un effetto della crisi? Che sia la conferma delle grandi “svendite” che molte aziende stanno facendo in questi mesi per svuotare i magazzini delle cantine dei prodotti rimasti invenduti?
Si sente parlare, in Friuli, di Pinot Grigio che nella prossima vendemmia sarà trattato a 0,35€/kg. Fino all’anno scorso era l’uva più ricercata e pagata.
Dobbiamo prepararci al peggio? Mala tempora currunt?





Come si determina il costo di un vino

26 05 2009

Stavo leggendo un post su The Wine Blog relativo a come si determina il prezzo del vino. Avevo iniziato a scrivere una mia considerazione ma poi, visto che il testo stava diventando lungo, ho preferito farne un articolo per questo blog.

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Greetings from London (International Wine Fair)

22 05 2009

Di ritorno da Londra e in partenza per Bordeaux dove, anche quest’anno, accompagnerò degli studenti dell’Executive MBA in uno study tour che comprende una visita a Château Margaux (ove ci attende il direttore, Paul Pontallier), pubblico un commento veloce sulla recente International Wine Fair, supportato da alcune foto.

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London’s calling

7 05 2009

Anche quest’anno sarò a Londra per l’International Wine Fair, la maggiore fiera vinicola anglosassone, presso lo stand U40 curato dall’Agenzia  Turismo FVG (assieme a tutti i Consorzi DOC del Friuli Venezia Giulia).

Martedì 12, in particolare, introdurrò il seminario “How wine regions can carve out space in the cluttered minds of 21st century consumers” ove interverranno, come relatori, Richard Halstead di Wine Intelligence  e Sarah Jane Evans MW (che curerà poi, in conclusione, una degustazione di Friulano, ormai definito nome del Tocai). L’appuntamento è  nella South Gallery Room 27 per Martedì 12 Maggio alle 11.30am.

Prossimamente cercherò di postare alcune impressioni sulla fiera, in particolare su questo momento di transizione per il settore vinicolo internazionale.





Vino e territorio

17 04 2009

Prendendo spunto da un post di Lizzy Tosi su Facebook, faccio una breve riflessione: è il territorio che vende il vino o è il vino che vende il territorio?

Secondo Larry Lockshin ed altri, l’origine di un vino fa parte delle caratteristiche estrinseche del prodotto (assieme al brand, al packaging,…). Ogni attributo del prodotto assume una diversa importanza, a seconda del consumatore, nel processo di scelta e di acquisto.

Dobbiamo quindi chiederci: quand’è che il territorio (e quindi il turismo che lo fa conoscere) diventa rilevante nella scelta?

Se, da un lato, un vino ha bisogno di un territorio per essere venduto, allora meglio investire sul turismo che sulla promozione del vino tout court. Territorio = soggetto; Vino = complemento.

Se invece è il vino a vendere un territorio, serve che il vino abbia un’identità ben definita, che incuriosisca chi lo degusta a tal punto da voler intraprendere un viaggio alla scoperta dell’origine.

Ma è anche vero che più si specifica un territorio (fino al concetto di vigna o cru) e più ci si rivolge ad un pubblico ristretto, di appassionati. Alcuni studi dimostrano che tanto più è piccola la zona di origine di un prodotto (ad es. alimentare) e tanto maggiore sarà l’aspettativa di qualità e, quindi, anche di prezzo.

Se un prodotto, così, entra nell’immaginario, crea interesse, coinvolgimento, assume valori simbolici e li fa assumere a chi lo acquista o lo consuma, fino ad arrivare ad un valore edonistico ed emozionale.

Forse non c’è una dimensione territoriale minima o massima. Spesso, anzi, è più il Paese d’origine a vendere e non il territorio di produzione. Il Paese (o, in alcuni casi, la Regione, tipo Bordeaux o Champagne) generalmente funge da garanzia, minimizzando il “rischio” nella scelta. Più il consumatore è informato e più cerca di andare in profondità e scoprire la relazione tra il prodotto e il suo ambiente.

Ma la combinazione migliore si ottiene quando prodotto (e azienda) e luogo di origine vanno a braccetto. Se infatti, come è stato dimostrato dai ricercatori, il luogo di origine contribuisce alla creazione di autenticità, di immagine e di lealtà nei confronti di un marchio, la Regione di origine è un potente strumento per creare un marchio con un vantaggio competitivo sostenibile ed un valore aggiunto che garantisce e giustifica un prezzo più alto.

Ma, appunto, funziona quando il vino ha già un’immagine ed un appeal presso il consumatore. Non conosco esempi di successo quando la relazione è inversa. In tal caso, si può “vendere” vino, sfruttando altri driver, ma tale vino non raggiungerà mai una notorietà, soprattutto di marchio, che lo difenderà dalla concorrenza e lo farà uscire dalla sua “località”.





Vinitaly: invito ai naviganti

27 03 2009

Il Vinitaly 2009 è alle porte. Io sarò presente allo stand istituzionale del Friuli Venezia Giulia, al padiglione 6.

Sabato 4 aprile alle 14.30, nella saletta degustazioni del Friuli (Pad 6 stand C6-D6), presenteremo i 6 più rappresentativi Pinot Grigio della DOC Isonzo,  presentati e commentati dalla bravissima Aurora Endrici:

  • Dessimis 2006 Vie di Romans
  • Gris 2007 Lis Neris
  • 2007 Borgo San Daniele
  • 2007 Mauro Drius
  • 2007 Masùt da Rive
  • Sot lis Rivis 2007 Ronco del Gelso

Come ho già avuto occasione di scrivere, il Pinot Grigio sta diventando sempre più una commodity, un prodotto indifferenziato senza un particolare legame territoriale. Ed è proprio qui che il nostro Consorzio DOC vuole lavorare, per affermare come, invece,  il vitigno abbia trovato nella nostra zona un luogo d’elezione.

Siete quindi tutti invitati a partecipare alla degustazione (riservata ad operatori del settore). Per prenotarsi è necessario scrivere una e-mail a enogast@turismo.fvg.it oppure recarsi direttamente alla reception di Turismo FVG durante il Vinitaly!