Quale “coda” per il marchio delle aziende vinicole italiane?

3 07 2008

Sul Corriere Vinicolo del 23 giugno è stato pubblicato un mio nuovo articolo di Wine Marketing dal titolo “[Yellow Tail] o Long Tail. Quale coda per il marchio”?

L’articolo parte dall’esame del successo di [Yellow Tail], ormai un caso di scuola che non riguarda solo chi si occupa di vino. Ma, parallelamente, ho esaminato alcuni sistemi di vendita alternativi che permettono anche a prodotti di nicchia di essere presenti con successo sul mercato, cercando di capire come anche il vino possa essere interessato alla c.d. “Long Tail”. La domanda finale è se le aziende italiane debbano seguire il modello [Yellow Tail] o quello della “lunga coda”, sottolineando come, in entrambi i casi, la chiave di volta sia rappresentata dal marchio.

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Rassegna stampa

28 06 2008

Ma che bello, il Corriere della Sera scrive dell’Executive Master in Wine Business! Nella sezione “Formazione e Carriere”, il 27 giugno, c’è un articolo di Iolanda Barera su “I master di nicchia rilanciano la carriera“.

Ecco un estratto dell’articolo.

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Turismo del vino: anche a Bordeaux qualcosa si muove

13 06 2008

Gli stranieri (e soprattutto noi italiani) hanno sempre guardato alla Francia come l’esempio che tutti vorrebbero seguire o raggiungere in campo vinicolo. Per decenni i vini ed i produttori francesi sono stati considerati come un benchmark assoluto, Sopexa come l’Ente di promozione che tutti vorrebbero avere, le loro DOC e le Interprofessioni come strutture da copiare. Eppure pare non essere tutto oro quello che luccica!

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Le potenzialità di sviluppo per i vini a DOC Friuli Grave

10 06 2008

Giovedì 12 alle ore 17 a Pordenone (palazzo Mantica) sarò uno dei relatori durante la presentazione dei risultati di uno studio, compiuto in collaborazione con la società inglese Wine Intelligence, sul valore della DOC Friuli Grave per i consumatori inglesi e tedeschi.

Gli obiettivi dello studio sono:

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Settimana a Bordeaux

2 06 2008

Questa settimana sono a Bordeaux con gli studenti del Master in Wine Business, per il loro study tour presso la locale scuola di management.

Sarà suggestione, ma ogni volta che scendo dalla scaletta dell’aereo qua a Bordeaux provo un’emozione. Senti subito di essere arrivato in una capitale del vino, se non “LA” capitale. Leggi il seguito di questo post »





Piccoli ricordi londinesi

31 05 2008

Con le parole di mia moglie Maria Teresa descrivo brevemente alcuni piccoli ricordi che sono stati messi nel bagaglio nella nostra valigia (assieme a qualche centinaia di bustine di té), al ritorno da Londra.

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L’influenza dei profumi e della musica sul consumo del vino

28 05 2008

Profumi e musica possono influenzare il consumo e l’acquisto del vino? Gli operatori, sia dell’on che dell’off-trade, possono utilizzare un sottofondo aromatico e musicale per veicolare alcuni prodotti? E con quale combinazione?

Il tema dell’abbinare la vendita di un prodotto ad un’esperienza o ad un’insieme di sensazioni che ne stimolino l’acquisto non è nuovo nel consumer marketing.

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That’s marketing!

27 05 2008

Passeggiando tra gli stand della London International Wine Fair, ho incontrato Alberto Buratto, direttore di una delle più belle aziende vinicole siciliane (Baglio di Pianetto, del conte Paolo Marzotto) e diplomato con merito nella II edizione del Master in Wine Business del MIB.

Nel commentare l’attuale situazione vinicola e la concorrenza per entrare sui mercati esteri, Alberto mi ha raccontato una storia incredibile che lo ha visto professionalmente coinvolto.

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Tra gli stand della LIWF

27 05 2008

Approfittando della partecipazione al seminario già descritto, ho fatto un giretto tra gli stand della London International Wine Fair, ospitata presso l’ExCel. 

Innanzitutto un complimento alla location. Si raggiunge comodamente con la metropolitana veloce (Docklands Light Railway), scendendo a fianco ai padiglioni della Fiera (per chi è in auto sono previsti molti parcheggi coperti).

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Impressioni londinesi

27 05 2008

Tea at Fortnum&Mason

Prima di affrontare il tema della London International Wine Fair, voglio condividere qualche impressione che ho portato con me da Londra. Non parlo della città in quanto tale, ma di alcuni messaggi, importanti anche per il mondo vinicolo (ma non solo) che credo di avere colto.

Innanzitutto l’ampia diffusione del vino, sia nei supermercati (anche nei piccoli take away) che nei pub, con tanto di cartelloni pubblicitari all’ingresso che invitano a provare, ad es., la nuova offerta di rosé (alla faccia di chi dice che il rosé non si vende…). E il vino italiano è sempre rappresentato… anche se spesso è tra i più “cheap” e viene identificato in modo anonimo (vedi “a refreshing pinot grigio from Nothern Italy”), mentre per vini di altre zone vengono indicati i brand.

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